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IN ATTESA DI LAUREA, IN ATTESA DI GIUDIZIO Sin dai primi anni, quelli delle elementari, a ciascuno di noi è stato insegnato che gli allievi sono uguali e che nessuno mai può arrogarsi di stabilire il contrario, se non commettendo un deprecabile sopruso. Ebbene, con non poco rammarico ci tocca di vedere che alle prossime elezioni universitarie, nonostante i nostri vivaci e reiterati inviti al buon senso, non sarà così. Il principio di uguaglianza, linfa vitale della democrazia e di ogni civiltà degna di questo nome, sarà palesemente calpestato: gli studenti che figureranno in attesa di laurea saranno infatti esclusi dalle elezioni universitarie. La stessa università per la quale hanno sudato oggi non li vuole. Alla luce di una simile ingiustizia non possiamo non interrogarci sul senso di quelle elementari lezioni che ci venivano impartite ancora prima che ci fosse insegnato bene a leggere e a scrivere. Che ne è del buon senso e della ragione? E della giustizia? Tutte domande senza risposta, evidentemente. Ma oltre al rispetto per il prossimo, l'altra grande lezione che da sempre ci sentiamo ripetere, se non ricordiamo male, è quella di non darci mai per vinti, di non desistere, soprattutto laddove ci si trova a combattere un'evidente ingiustizia. A quanto pare le altre liste universitarie di questa seconda, grande lezione di vita se ne infischiano. Loro pensano solo alle ambizioni, anche se pennellano i loro volantini i loro programmi di parole che fanno rima proprio con libertà e uguaglianza. Loro fanno solo "ciò che conviene" anche se poi hanno pure il coraggio di dire che si battono per "i diritti degli studenti". Che facce toste, che ipocrisia. Saremo idealisti, saremo illusi, saremo quello che volete ma a noi di Movimento Indipendente, l'esclusione di svariate centinaia di studenti dalle elezioni proprio non va giù. Ci sembra solo un piccolo grande crimine. Per questo, anche se non c'è nessuna norma che possa impedirlo o quantomeno sanzionarlo, noi continuiamo la nostra battaglia, che è poi anche la battaglia di chi verrà domani, dato che a tutti, prima o poi, toccherà di essere in quel libo che è "l'attesa di laurea". Forse la vinceremo questa battaglia, o forse no. Ma certamente, quando tutto sarà finito, noi sì, potremo guardarci negli occhi e dirci che è proprio vero: siamo innamorati della libertà.
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